Presso la Birreria “il Fundeghè” di Cabiate, Via Nicolini 1, ogni ultimo lunedì del mese l’iniziativa ” Il Libro Alcolico“. Realtà che ha già compiuto tredici anni e che vuole offrire l’occasione a chi è amante della lettura di esprimere la propria opinione sui libri che ama, e di ascoltare il parere degli altri in una ambientazione davvero insolita. Di volta in volta vengono scelti dei titoli – su proposta dei partecipanti – e durante l’incontro successivo se ne discuterà. Naturalmente si cerca di prediligere opere che offrono maggiori possibilità di confronto, il tutto nella massima semplicità e in maniera amichevole. Per l’iniziativa abbiamo scelto una sera in cui il Fundeghè è chiuso, per questa ragione è indispensabile che chi è interessato ci comunichi per tempo l’adesione allo 031 768173. Ovviamente, in onore al locale e al motto dell’iniziativa, durante l ‘incontro sarà possibile sorseggiare un buon boccale di birra.

 Il prossimo incontro è fissato per Lunedì 25 Novembre con:

 

“Nessuno se non noi distruggerà la terra e nessuno se non noi la salverà… Noi siamo il diluvio, noi siamo l’arca.”. Il tema dell’emergenza climatica affrontato in un libro che ha l’urgenza di un pamphlet e il fascino di un romanzo. Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karsky, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli? E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto? Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer mette in campo tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere », mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».